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15 ottobre 2017

Un amore che sa attendere - Il libro di Rut 4° parte

Dio ha stabilito un tempo preciso per dare e ricevere l'amore fisico all'interno della coppia, sotto la sua benedizione.
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Siamo al quarto messaggio sul libro di Rut. Una storia inizia male,  con la fuga di  Elimelec e dellasua famiglia a Moab per  FAME l  il FALLIMETO della sua vita lontano da Betlemme,  con i matrimoni dei figli a due non credenti moabite, Orpa e Rut,   i  FUNERALI ei Elimelec, Msalon e Chilion, e la FINE della vita di Naomi a Moab

Ma quando tutto sembra volgere al male per Naomi  la FEDE della nuora Rut in un cDio che ancora non conosce bene viene premiata con l'incontro con il ricco proprietario terriero Boaz, che nutre, conforta e prende a proteggere Rut, e Naomi che da alla nuora il buon consiglio di non allontanarsi dalle terre di Boaz, perché lui è un loro “redentore”,  in quanto loro parente e  può pagare il riscatto delle terre  e dare loro un tetto dove vivere

Più di una volta mi sono chiesto come predicare sul capitolo che affrontiamo oggi, Rut capitolo tre.
Perché, sapete, è un capitolo “scabroso”, con chiarissimi riferimenti sessuali, e riferimenti non proprio da culto domenicale e chiesa cristiana evangelica.

Voglio cominciare facendo un po' di storia, di come si diveniva una coppia (almeno in Italia) dall'epoca di mia nonna Ida (nata nel 1888) ad oggi.

Nel 1800  tu incontravi il tuo futuro sposo e la tua futura sposa soprattutto attraverso la conoscenza tra famiglie: tu conoscevi qualcuno o qualcuna che ti piaceva, in qualche modo glielo facevi capire
(occhiate,  strette di mano fuggitive,  qualche abbraccio velocissimo quando i genitori erano distratti).

Ad un certo punto, quando era scoppiato l'amore tra i due, l'uomo si presentava a casa della donna,  parlava con il capo famiglia, e gli chiedeva la mano della figlia.

Se era accordata, i due si frequentavano in “ambiente controllato”,  la casa di lei,  fino al giorno del matrimonio... in chiesa.

Negli anni 20/30 gli incontri cominciano a spostarsi fuori da casa, si va a ballare,  si passeggia per le piazze  “fino a che non imbrunisce”.

Lì i futuri sposi si incontrano, e si incontrano sempre in quel modo fino alla decisione di “dirlo a casa”; quando lo dici a casa, gli incontri avvengono anche fuori casa, ma con la presenza di “qualcuno di famiglia” (una sorella, un fratello, la mamma), fino al matrimonio... in chiesa.

Anni 40 e 50, la guerra, la ricostruzione,  fino a quando negli anni 60 arriva il “boom economico”,
arriva la macchina, i giovani si incontrano e vanno assieme in auto, ma sempre tornando per cena... ma a quel punto non c'è più nessuno che li controlla,  e l'auto diventa un posto dove la coppia non legge solamente il giornale. E poi ci si sposa... in chiesa.

Con il 68 arriva la contestazione giovanile, genitori ed insegnanti diventano coloro da cui non prendere alcun consiglio, inizia la “rivoluzione sessuale”, l'uso dei contraccettivi, e i giovani cominciano a sperimentare quello che si chiama “amore libero”: l'atto sessuale viene scisso dall'essere consumato solo all'interno della coppia. L'essere “vergini” diventa una “malattia da curare”, che  i giovani curano molto volentieri  iniziando ad avere rapporti ben prima del matrimonio... che continua a essere fatto in chiesa.

Con gli anni 80 arriva il femminismo, le donne scoprono di essere trattate come “oggetti,  o peggio “fattrici” e al grido di “la pancia è mie e ci faccio quello che mi pare” inizia l'aborto come metodo alternativo al contraccettivo, la coppie continuano a sposarsi, ma molte cominciano a decidere di non farlo in chiesa.

Giungono gli anni 90, e le coppie incominciano a “convivere” prima di sposarsi, e si comincia a discutere sul fatto di dover essere per forza una coppia “tradizionale”. Si inizia a discutere sulla “coppia aperta”,  dove spesso ci sono più partner nella vita di una singola persona. E le chiese vedono sempre meno persone che vogliono celebrare matrimoni.

Siamo agli anni 2000 (i nostri): nascono forme “alternative al matrimonio”, le unioni civili,
si stabiliscono nuove definizioni di “coppia, che non è più esclusivamente tra un uomo e una donna, ma può essere tra persone dello stesso sesso. E si comincia a discutere se il nucleo familiare debba necessariamente essere composto da due persone. Siamo alla famiglia “poliamorica”, dove ci possono essere due uomini e una donna, due donne e un uomo, tre donne, tre uomini, e tutte le altre varianti che i numeri (che non sono fissi) permettono.

Vorrei farvi vedere un grafico... L'Istat calcola che, se la tendenza rimarrà stabile, entro il 2031 NESSUNO si sposerà più in chiesa.

Ma vorrei farvi vedere un altro grafico ... Sempre secondo l'Istat, se la tendenza rimarrà stabile, entro il 2080 NESSUNO si sposerà più.

Tu mi potrai chiedere a questo punto:  “Perché mi hai fatto tutta questa lunga introduzione sulla coppia? Perché il capitolo 3 di Rut parla guarda caso  dei modi sbagliati e dei modi giusti di come iniziare una relazione d'amore.

Salomone diceva così in Ecclesiaste:

“Ciò che è stato è quel che sarà; ciò che si è fatto è quel che si farà. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole.  C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Guarda, questo è nuovo?» Quella cosa esisteva già nei secoli che ci hanno preceduto.” (Ecclesiaste 1:9-10)

Quello che ci pare tanto “moderno adesso, la famiglia “aperta”, omosessuale,  con più di due persone, era un “classico” già ai tempi di Rut  e Boaz.

Ciclicamente la società propone qualcosa di differente, da quanto stabilito da Dio come famiglia.

Dio ha stabilito che la famiglia sia un rapporto esclusivo tra due persone di sesso differente unite sotto la benedizione di Dio (il matrimonio) che iniziano ad avere rapporti DOPO la sua benedizione.

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (l'incontro - il “fidanzamento”) Dio li benedisse (il patto - il “matrimonio”); e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi. (la consumazione - i “rapporti matrimoniali”) (Genesi 1:28a)

La Bibbia è un libro “onesto, non è un libro di superuomini e superdonne, ma un libro di uomini e donne con i loro pregi, i loro doni, ma anche i loro limiti e i loro peccati.

Ed essendo un libro "onesto”, non ci mostra solo il “buono”, ma anche il “brutto e il cattivo” dei personaggi.

Dio li ha messi lì per dimostrare come pensiamo noi uomini, e come invece pensa Lui, quello che noi pensiamo si buono ed accettabile,  e quello che è buono ed accettabile dinanzi ai suoi occhi.

Leggiamo assieme Rut capitolo 3 da 1 a 5:

“1 Naomi, sua suocera, le disse: «Figlia mia, io devo assicurarti una sistemazione perché tu sia felice. 2 Boaz, con le cui serve sei stata, non è forse nostro parente? Ecco, stasera deve ventilare l’orzo nell’aia. 3 Làvati dunque, profumati, indossa il tuo mantello e scendi all’aia; ma non farti riconoscere da lui prima che egli abbia finito di mangiare e di bere. 4 E quando se ne andrà a dormire, osserva il luogo dov’egli dorme; poi va’, alzagli la coperta dalla parte dei piedi, e còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare». 5 Rut le rispose: «Farò tutto quello che dici». “ (Rut 3:1-5)

Ci eravamo lasciati con un consiglio “saggio” della credente  Naomi (Rut 2:23: «È bene, figlia mia, che tu vada con le sue serve e non ti faccia sorprendere in un altro campo». 

E ci ritroviamo con un consiglio sbagliato della credente Naomi: ( “còricati lì; e lui ti dirà quello che tu debba fare!)

Sono trascorsi circa due mesi dal primo incontro tra Rut e Boaz, (il tempo che intercorreva tra la trebbiatura dell'orzo e quella del grano), e tra loro non era accaduto nulla.

Era usanza al termine della trebbiatura di festeggiare tutti assieme (operai, servi e padroni), prima di dividere il raccolto per essere pagati.

Si mangiava, si ballava, si beveva (molto), e poi ci si salutava fino alla prossima trebbiatura.

Naomi percepisce che, se deve accadere qualcosa, deve accadere allora: o adesso o mai più.
Ma il piano di Naomi è un piano quanto mai “terreno”, “mondano”.

Il suggerimento è:  “Fatti la doccia, profumati, truccati, metti l'abito più sexy che hai, aspetta che Boaz abbia bevuto abbastanza, infilati sotto le coperte di Boaz e digli: “Cosa vuoi che faccia?”.

Il piano di Dio era:  un solo uomo e una sola donna uniti per sempre  “ quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi. (Gesù in Matteo 19:6b)

Ora, siccome era possibile stabilire la verginità di una donna, ma non era possibile stabilire la verginità di un uomo, gli uomini incominciarono ad approfittarsene. Quando una moglie non gli stava più bene,  bastava dicessero in giro che non era vergine al matrimonio, e la donna era lapidata.

Per proteggere le donne, Dio aveva dato una legge (in Deuteroniomio 22:13-21), dove diceva che la prova della verginità  sarebbe stato il lenzuolo intriso di sangue; questo lenzuolo veniva custodito dalla famiglia della donna per eventuali future contestazioni.

All'epoca di Rut e Boaz la situazione era andata ben oltre, popolazioni, come i moabiti, che non adoravano Dio,  usavano il sesso per divertimento e come pratica “sacra”, ma anche il popolo di Dio non era da meno; c'era la poligamia, l'omosessualità, gli incesti,  e il sesso veniva fatto fuori dal matrimonio come una cosa normale.

Vi suona in qualche modo familiare con la situazione della mondo in cui noi viviamo ora? Ciclicamente la storia ripropone lo stesso scenario: si parte da una situazione con poche regole e chiare, pian piano le regole vengono “aggiustate” secondo l'utile dell'uomo, e, a poco a poco,  la situazione diviene l'esatto opposto di come era al principio.

Naomi, anche se  credente,  è l'espressione della società dove vive ed è nata e cresciuta (era andata lontano dalla sua fede in un paese proibito, aveva permesso che i figli sposassero non credenti, e ora consigliava alla nuora di andare a letto col capo) E la neo credente Rut le risponde: “Farò tutto quello che dici”

Due lezioni per noi

Una per i neo credenti: non sempre i credenti, anche se maturi, danno buoni consigli. Anche se sei un neo credente,  quando ricevi un consiglio da un credente “maturo”, accertati che sia in accordo con la Parla di Dio. Se “non sei espertissimo nella Bibbia” e “non ti suona” chiedi ad altri credenti un secondo parere.

Una per i credenti maturi: stiamo attenti ai che i consigli che diamo ai neo credenti non siano trappole piuttosto che illuminazioni.

Per fortuna Rut ha di fronte un credente – Boaz - che non parla solo del Signore , (“Il signore sia con voi!” Rut 2:4) ma che applica la Parola alla sua vita.

“6 Scese all’aia, e fece tutto quello che la suocera le aveva ordinato. 7 Boaz mangiò e bevve e, con il cuore allegro, se ne andò a dormire all’estremità del mucchio di covoni. Allora lei venne pian piano, gli alzò la coperta dalla parte dei piedi e si coricò. 8 Verso mezzanotte, quell’uomo si svegliò di soprassalto, si voltò, ed ecco una donna era coricata ai suoi piedi. 9 «Chi sei?» le chiese. E lei rispose: «Sono Rut, tua serva; stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». 10 Ed egli a lei: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! La tua bontà di adesso supera quella di prima, poiché non sei andata dietro a dei giovani, poveri o ricchi. 11 Non temere, dunque, figlia mia; io farò per te tutto quello che dici, perché tutti qui sanno che sei una donna virtuosa. 12 vero che io ho il diritto di riscatto, ma ce n’è un altro che ti è parente più prossimo di me. 13 Passa qui la notte; e domattina, se quello vorrà far valere il suo diritto su di te, va bene, lo faccia pure; ma se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio, com’è vero che il Signore vive! Sta coricata fino al mattino».  14 Lei rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina; poi si alzò, prima che un uomo potesse riconoscere il suo vicino; poiché Boaz diceva: «Nessuno sappia che questa donna è venuta nell’aia!» 15 Poi aggiunse: «Porta qua il mantello che hai addosso e reggilo». Lei lo resse ed egli vi misurò dentro sei misure d’orzo, e glielo mise sulle spalle. Poi se ne andò in città. (Rut 3:6-15)

Boaz era un bel po' più grande di Rut. Boaz era il “capo”. Boaz era uno che vantava un diritto su Rut. Boaz aveva anche bevuto un po'.

Rut era giovane. Rut era bella. Rut era moabita (era noto che le ragazze di Moab erano “disinibite”). Rut era disponibile.

Se questa fosse la scena di un film di oggi, non avrei dubbio di quali scene vedrei dopo, e so che mia moglie mi direbbe: “Marco, cambia canale và, c he ti fa male!”

E invece no. Boaz è un uomo di Dio, e si comporta come Dio gli ha insegnato  si deve comportare un uomo di Dio, e vuole che le cose  che anche lui desidera avvengano secondo l'ordine che Dio ha stabilito.

Come ha fatto Boaz a resistere ad una tentazione così grande?

1) Ha invocato il Signore

Sii benedetta dal Signore 

Il fatto di benedire nel nome del Signore Rut,  ha reso chiaro a lui e a Rut che Dio era lì presente.

2) La chiama “figlia mia”

Sii benedetta dal Signore, figlia mia! -  Non temere, dunque, figlia mia (v.10-11)

Come aveva fatto in precedenza, chiama Rut “figlia mia” per DUE volte,  questo già mette una bella distanza tra lui e lei.

3) Afferma ciò che è giusto davanti a Dio

 ce n’è un altro che ti è parente più prossimo di me. -  se non gli piacerà di far valere il suo diritto, io farò valere il mio

Ribalta la situazione: Rut gli sta dicendo: “Stendi il tuo mantello e prendi quello che è già tuo”
lui risponde : ”Lo farò QUANDO e SE  sarà realmente mio, perché questa è la legge del Signore”.

Boaz viveva in una società dove tutti facevano i propri comodi  senza curarsi di quello che dicevano le leggi di Dio.

Lui invece vuole seguire “le vie di Dio”, non quelle dell'uomo. Proverbi 19:21 dice: “Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste.”

4) Protegge l'onore di Rut 

Sta coricata fino al mattino - Nessuno sappia che questa donna è venuta nell’aia!

Si preoccupa che nessuno la veda, perché nessuno deve neppure immaginare  cosa realmente non è successo. Sa che Rut è la persona “debole”, quella che più avrebbe da perdere in una maldicenza.

5) Si dimostra generoso 

Porta qua il mantello che hai addosso e reggilo - vi misurò dentro sei misure d’orzo

Ancora una volta,  Boaz dimostra di avere un cuore generoso (regala a Rut  circa 80 chili d'orzo... aveva dei bei muscoli Rut!)

Boaz non solo era un bravo datore di lavoro, non solo aiutava i poveri dando parte del suo raccolto, ma onorava anche la dignità di una donna, invece di cercare l'avventura facile.

Dio era davvero al centro della vita di Boaz, e Dio lo contraccambiava benedicendo la sua vita.

Sapete, guardando i grafici sui matrimoni, sapendo la tendenza del mondo alla promiscuità coloro che sono ancora celibi, o nubili, potrebbero essere scoraggiati, o scoraggiate.

Potreste pensare:  “Belle parole, Marco, ma in non vivo al tempo di Boaz... io vivo adesso, qui, in questa cultura, e dovrò trovare una moglie o un marito in questa cultura...”

Non ho grafici da mostrarti,  ma sappi che i matrimoni tra credenti, statisticamente su mille matrimoni solo otto  finiscono, mentre quelli tra non credenti su mille ne finiscono venti.

Sposarsi con un credente o una credente non ti assicura il successo , dovrai lavorarci su lo stesso, impegnarti,  essere disposto a dare e qualche volta a sopportare ma ti assicura una “colla speciale” che è la colla di Dio:  quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi. (Gesù in Matteo 19:6b)

Ma devi rispettare i tempi che Dio ha stabilito, l'ordine che Dio ha stabilito, così come ha fatto Boaz.

Rut tornerà a casa con un cento chili d'orzo, ma soprattutto sarà Naomi a fargli comprendere  di aver incontrato un vero uomo di Dio e che la sua vita sta per ricevere altre benedizioni.

“16 Rut tornò da sua suocera, che le disse: «Sei tu, figlia mia?» E lei le raccontò tutto ciò che quell’uomo aveva fatto per lei 17 e aggiunse: «Mi ha dato anche queste sei misure d’orzo; perché mi ha detto: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». 18 E Naomi disse: «Rimani qui, figlia mia, finché tu veda come l’affare finirà; poiché quest’uomo non si darà posa, finché non abbia oggi stesso terminato quest’affare».”

Il vero amore sa attendere, sa attendere i tempi stabiliti da Dio, perché sono quelli che Dio ama e che Dio benedice.

Preghiamo.

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08 ottobre 2017

L'amore che redime - Il libro di Rut 3° parte

Gesù non era tenuto ad essere il nostro Redentore: ma l'ha fatto per compassione, per grazia e per amore.
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Siamo al terzo messaggio sul libro di Rut. Avevamo visto che la storia inizia male,  con  Elimelec che per FAME lascia Betlemme per trasferirsi a Moab  assieme alla moglie Naomi  e i due figli Malon   e Chilion; e questo aveva significato il FALLIMENTO della sua vita. I figli sposano due non credenti moabite, Orpa e Rut,  e invece della felicità arrivano i  FUNERALI.

Padre e figli muoiono. L'unica che rimane è Naomi che vede la  FINE della sua vita a Moab, che decide di tornate a Betlemme. Chiede alle nuore di restare a Moab, ma Rut decide di seguirla, decide che il Dio di Naomi sarà il suo Dio,  ha FEDE che quel Dio che ancora non conosce bene provvederà per lei e per Naomi.

La fede di Rut viene premiata, va a spigolare per mangiare e incontra Boaz,  che  va da lei, la conforta,  e le dice che ora è sotto l'ala di Dio che la protegge.

Avevamo lasciato Rut che stava parlando con Boaz, vediamo come continua la storia.

“14 Poi, al momento del pasto, Boaz le disse: «Vieni qua, mangia del pane e intingi il tuo boccone nell’aceto». E lei si mise seduta accanto ai mietitori. Boaz le porse del grano arrostito e lei ne mangiò, si saziò e ne mise da parte gli avanzi. 15 Poi si alzò per tornare a spigolare, e Boaz diede quest’ordine ai suoi servi: «Lasciatela spigolare anche fra i mannelli e non offendetela! 16 Strappate anche per lei delle spighe dai covoni, e lasciatele lì perché le raccolga, e non la sgridate!» (Rut 2:14-16)

Boaz aveva già fatto molto per Rut:  si era informato della sua storia, aveva provveduto a lei dicendole di andare ogni mattina a spigolare nel suo campo, aveva provveduto alle sue necessità dicendole che poteva bere l'acqua assieme agli operai, aveva provveduto alla sua sicurezza dicendo a tutti che non la dovevano toccare, anzi le aveva detto di andare assieme alle sue serve per stare più tranquilla, e l''aveva lodata dinanzi a tutti per come si era comportata con Naomi.

Boaz è il mezzo con cui Dio  stava adempiendo alle preghiere di Naomi,  ( il Signore sia buono con voi, come voi siete state con quelli che sono morti e con me! - Rut 1:8) e di Rut  ( Lasciami andare nei campi a spigolare dietro a colui agli occhi del quale avrò trovato grazia – Rut 2:2).

Rut era stata quasi incredula  nel vedere la benedizione che Dio le mandava attraverso Boaz  (Come mai ho trovato grazia agli occhi tuoi, così che tu presti attenzione a me che sono una straniera?- Rut 2:10)
Ma avrebbe dovuto abituarsi alla smisurata grazia  del Dio che aveva accettato.

All'epoca di Rut gli operai e i servitori mangiavano lontano dai padroni, e  le donne mangiavano da una parte rispetto agli uomini. Gli stranieri non potevano mangiare con gli ebrei, e le vedove non erano notoriamente invitate ai banchetti.

Quello che fa Boaz, invece, è di chiamare una donna, vedova, straniera, pagana, ad “intingere il boccone nell'aceto”: «Vieni qua, mangia del pane e intingi il tuo boccone nell’aceto» (al giorno d'oggi sarebbe “nel ketchup”!).

Inoltre dà l'ordine ai servi  di lascarla raccogliere il grano già mietuto, anzi, di lasciar cadere per lei a terra delle spighe, strappandole dai covoni già mietuti.

Sapete, Dio, quando fa le cose, non si accontenta del “minimo indispensabile”: infatti Giovanni dice così:

“Infatti dalla sua pienezza (di Gesù) noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia”». (Giovanni 1:16)

ma le fa sovrabbondanti: Paolo lo afferma:

“La grazia del Signore nostro è sovrabbondata con la fede e con l’amore che è in Cristo Gesù.” (1 Timoteo 1:14)

Paolo lega la grazia ad una cosa ben precisa: la fede in Cristo Gesù.

Rut sta ricevendo una grazia dopo l'altra: aveva pregato “sono sicura che troverò grazia da qualcuno” e ora vedeva la sua preghiera esaudita, in una maniera che non si sarebbe mai immaginata. Non solo trova un campo dove spigolare, ma il padrone del campo la autorizza a prendere ciò che vuole, la protegge,  si occupa delle sue necessità... e ora l'invita anche a sedere a tavola con lui!

Forse sei in un momento , dove la mattina esci e non sai se troverai come sfamare la tua vita, che sia fisica (la fame del corpo) o spirituale (la fame dell'anima)

Tutto dipende da come esci la mattina da casa; se esci con timore per il giorno che viene, o con la fede di Rut che si aspetta di trovare grazia.

Se quella che cerchi è una grazia che sovrabbondi le tue aspettative, allora, abbi una fede come quella di Rut.

Rut, pur non conoscendo bene quel Dio di Naomi, ha creduto in anticipo nelle benedizioni che non aveva visto ancora.

Oppure sie in un momento dove tutto ti gira per il verso giusto, la tua vita è ricca, materialmente o spiritualmente; dove hai fede,  preghi,  e vedi le benedizioni arrivare su di te.

Sei il miglio candidato, sei la migliore candidata di Dio per portare la Sua benedizione ad altri che la cercano.

Boazè un uomo di Dio, un padrone che saluta i suoi servi dicendogli,  “Il Signore sia con voi”!

Ho gia detto altre volte che la ricchezza non indica se siamo o non siamo benedetti. Ma è certo che Dio può benedire la tua vita ANCHE economicamente, se vede in te un cuore disposto a dare, piuttosto che ad accumulare.

Questo non significa che sarai ricco se sei generoso,  ma che sarai benedetto,  quello si! Questo passo della Bibbia lo dimostra! Perché troviamo due persone, una ricca (Boaz) e una povera (Rut), ma che hanno lo stesso cuore disposto a dare.

Boaz è ricco, Dio lo ha benedetto attraverso la ricchezza, perché ha un cuore disposto a dare, piuttosto che a trattenere.

Rut, invece, è povera,  ma Dio la benedice ugualmente,  perché anche in lei vede n cuore disposto a dare, piuttosto che a trattenere.

“17 Così lei spigolò nel campo fino alla sera; batté quello che aveva raccolto, e ne ricavò circa un efa d’orzo. 18 Se lo caricò addosso, entrò in città e sua suocera vide ciò che aveva spigolato; e Rut tirò fuori quello che le era rimasto del cibo dopo essersi saziata e glielo diede.” (Rut 2:17-18)

Un efa di orzo erano circa 35 litri, ovvero circa 55 chili d'orzo, che equivaleva a circa due settimane di salario di un operaio.

Rut, è vero, era stata agevolata da Boaz,  ma aveva faticato per raccoglierlo. Avrebbe potuto benissimo dare a Naomi la metà, e il resto venderlo, tenerselo, mangiarlo...

E invece, Rut la prima cosa che fa è dire a Naomi: “Guarda tutto quello che ho raccolto!” E non solo offre TUTTO il raccolto, ma anche il cibo che ha conservato per lei!

Dio benedice Rut perché è una grande donna di fede, ma anche perché ha un cuore generoso che da e non trattiene.

A questo punto Naomi diventa curiosa, e vuole sapere in che luogo miracoloso è andata a spigolare, un campo che in un giorno  produce quanto due settimane e dove trovi anche cibo da portare a casa!

“19 La suocera le chiese: «Dove hai spigolato oggi? Dove hai lavorato? Benedetto colui che ti ha fatto una così buona accoglienza!» E Rut disse alla suocera presso chi aveva lavorato, e aggiunse: «L’uomo presso il quale ho lavorato oggi si chiama Boaz». 20 E Naomi disse a sua nuora: «Sia egli benedetto dal Signore, perché non ha rinunciato a mostrare ai vivi la bontà che ebbe verso i morti!» E aggiunse: «Quest’uomo è nostro parente stretto: è di quelli che hanno su di noi il diritto di riscatto». (Rut 2:19-20)


Che cos'era il “diritto di riscatto”? In Levitico Dio aveva dato una serie di leggi al suo popolo, che consentiva alle famiglie di mantenere il possesso delle terre,  delle case e delle persone, anche se le terre o le case state vendute per sfuggire alla povertà, e di permettere la sopravvivenza delle vedove e degli orfani.

Se un uomo moriva, e non aveva eredi maschi, i parenti più prossimi potevano prendere i beni, pagando gli altri parenti. ma doveva prendere anche le mogli e i figlio o le figlie,

Quello che nella versione italiana della Bibbia è tradotto con “hanno su di noi il diritto di riscatto” nell'originale in ebraico è una sola parola: “ga'al”. In altre parti della Bibbia è tradotto in modo differente: vi faccio un esempio:

Ma io so che il mio Redentore (=ga'al) vive e che alla fine si alzerà sulla polvere.” (Giobbe 19:25)

“ga'al” significa,  semplicemente, “redentore” (nelle bibbie inglesi hanno conservato questa parola).

C'è però da dire una cosa: Boaz “tecnicamente”, non è il vero “redentore” di Naomi e di Rut, in quanto: a) Boaz non è il fratello o il cugino di Elimelec,  ma un parente alla lontana, b) Rut non è ebrea  ma moabita.

Questo significa che Boaz “legalmente”  non è tenuto a riscattare Naomi e Rut pagando gli altri parenti. E se lo farà (e lo farà!) lo farà non per obbligo, non per interesse sulle terre di Naomi  (era già ricco di suo), ma per compassione, per grazia e per amore!

Vi ricordate che nella genealogia di Gesù in Matteo ci sono solo due donne (oltre a Maria)? Una è Raab, una prostituta. L'altra è Rut, una straniera moabita. Raab era la madre di Boaz, e Rut sarebbe divenuta la moglie di Boaz.

Boaz era figlio di una donna  che Dio aveva salvato portandola fuori da Gerico, prima che fosse distrutta, che era stata perdonata da Dio, e che era stata accettata nella famiglia di Dio, non per i suoi meriti, ma per la compassione, per la grazia e per l'amore di Dio.

Boaz era stato cresciuto nella consapevolezza  che Dio vede il tuo cuore, anche se sei una prostituta, che è lui il tuo Redentore.

Boaz stava applicando a Rut  la legge d'amore che aveva visto e aveva vissuto, e la stava applicando su chi, agli occhi dei molti,  era una persona da tenere lontano: una donna, vedova, straniera, moabita, con una suocera amara a carico.

Boaz stava vedendo oltre,  per compassione, per grazia e per amore.

Come eri tu, prima che Gesù ti salvasse? Eri amabile? Eri degno? Eri puro?

Gesù “tecnicamente” non era tenuto a riscattarti: non eri parte della sua famiglia. Paolo in Efesini 2:3 dice che   “eravamo per natura figli d’ira, come gli altri.”, non figli di Dio.

Ma Gesù ha fatto per te quello che ha messo nel cuore di Boaz, guardare oltre, vedere il tuo cuore,
essere il tuo redentore non per obbligo, ma per compassione, per grazia e per amore.

Come deve cambiare la tua vita attuale verso gli altri, perché rispecchi la compassione, la grazia e l'amore con cui sei stato trattato?

Oppure,  se non lo hai ancora accettato, cosa deve cambiare in te per accettare  quel dono che Gesù ti ha offerto venendo come unico Redentore, per riscattarti pagando un prezzo altissimo ma pagato per renderti libero?

Rut accettò il consiglio di una credente, anche se amara, che gli diceva di stare vicino alla fonte della sua benedizione.

 “21 E Rut, la Moabita, disse: «Mi ha anche detto: “Rimani con i miei servi, finché abbiano finita tutta la mia mietitura”». 22 E Naomi disse a Rut sua nuora: «È bene, figlia mia, che tu vada con le sue serve e non ti faccia sorprendere in un altro campo». 23 Lei rimase dunque con le serve di Boaz a spigolare fino alla conclusione della mietitura dell’orzo e del frumento. E abitava con sua suocera.” (Rut 2:21-23)

Qualsiasi sia la tua vita adesso, qualsiasi fame, fallimento, funerale o fine tu stia attraversando, rimani nel campo di Gesù. Coltiva la sua presenza, sviluppa un cuore pronto a dare, e abbi fede in lui come Redentore.

Preghiamo.
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01 ottobre 2017

Sii pronto a dire addio

Dio ha progettato la chiesa non per essere un lago, dove i credenti restano, ma un fiume, dove i credenti passano per andare altrove a raccontare di Gesù agli altri.
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Oggi festeggiamo un evento speciale: il ritorno alla sua patria della nostra missionaria Amy, dopo aver servito quattro anni in Romania e dodici nella nostra chiesa.

Voglio iniziare con un versetto di Paolo:

“Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera.   Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il [Signore], perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù.” (1 Tessalonicesi 5:16-17)

Amy ha voluto che questo versetto fosse oggi parte del mio messaggio, perché oggi è un giorno di gioia, piuttosto che di tristezza; deve esserlo, perché chi crede è chiamato ad essere gioioso sempre.

Oggi è un giorno in cui dobbiamo ringraziare il Signore per tutto quello che in questi dodici anni
abbiamo vissuto assieme ad Amy.

Il nostro ringraziamento deve essere basato sul nostro stato d'animo; di certo non facciamo salti di gioia sapendo che non incontreremo più su base settimanale Amy, ma, come dice Paolo, su Cristo Gesù.

E' grazie a Cristo che abbiamo conosciuto Amy. E' grazie a Cristo che Amy ha ricevuto la chiamata di venire in Italia per mettere a disposizione le sue conoscenze e i suoi doni.

E' grazie a Cisto che ora Amy riceve la chiamata di tornare a casa, e la nostra chiesa di mettere in pratica tutto ciò che Amy ci ha insegnato in questi dodici anni.

Chi crede deve essere pronto a dire addio a coloro che ama, perché l'importante non è la nostra comodità, il nostro “non cambiamo niente perché così va bene”, ma il piano che Dio ha in mente perché ciascuno lo conosca  e possa avere la possibilità di ascoltare la sua parola e possa essere salvato.

Il libro di Proverbi dice così:

“Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste.” (Proverbi 19:21)

Vorrei farvi vedere una prima diapositiva:

Venti anni fa, questa era la nostra chiesa: nel 1997 due coppie cominciarono ad incontrarsi assieme, a pregare assieme, a studiare la Parola di Dio assieme. Quella era la consistenza della nascente Chiesa della Vera Vite.

E oggi? Come siamo oggi?

Una bella differenza, vero? Come dite? Siamo ancora “piccoli” dopo venti anni? Vorreste vedere un locale chiesa sempre “stracolmo” come lo è oggi?

Anche io, o meglio, la mia parte “umana”, “carnale” lo vorrebbe, quella del buon commerciante  che stila statistiche e vuole vedere i “numeri”.

In realtà Dio non  ha inventato la chiesa per farci contenti (né per far contenti i pastori).

La chiesa non è un club di appassionati della lettura della Bibbia, dove più siamo meglio stiamo.
E neppure un partito politico, dove più siamo più voti abbiamo più siamo importanti ed influenti.

Mi avete sentito affermare questa cosa già altre volte: la chiesa non è un lago ma un fiume.

Le prime chiese erano proprio così,  raramente diventavano dei grandi “serbatoi” di credenti,  dei laghi che man mano si ingrandivano e diventavano enormi (solo qualcuna era cosi).

Ma piuttosto erano come degli approdi su un  fiume,  dove la corrente della vita li portava  ad attraccare per un breve periodo.  Dove venivano “nutriti” spiritualmente e molte volte nutriti fisicamente,  per poi riprendere la corrente   e continuare  seguendo la corrente della propria vita,  portando il nome di Gesù più a valle.

La meta che Dio aveva stabilito per Amy  non era quella di vivere per sempre a Montefiascone, di ingrandire il numero della nostra chiesa, di contribuire al “volume” del lago  ma di trovare per lei un approdo... per un tempo, dove fermarsi, crescere nella conoscenza di Lui, utilizzare i vari doni con cui Lui la ha equipaggiata, far crescere altri, passare le proprie esperienze ad altri, perché sapessero “fare a meno”.

Sapete, per chi come Amy serve a tempo pieno il Signore, la “cartina di tornasole”, la cosa che ti fa capire se sei un buon servitore, se stai utilizzando bene i doni che Dio ti ha dato, è quando le persone non hanno più bisogno di te.

Paolo, l'apostolo,  colui che aveva incontrato Gesù sulla via di Damasco, colui che ha piantato gran parte delle chiese primitive  era ben consapevole che il suo compito non era quello di essere “indispensabile”, ma quello di “passare” ad altri ciò che il Signore gli aveva dato:

“Timoteo, figlio mio, attingi forza dalla grazia che è in Gesù Cristo,  e insegna agli altri quelle cose che mi hai sentito dire alla presenza di tanti testimoni. Insegna queste grandi verità a uomini fedeli, capaci, a loro volta, di trasmetterle ad altri. “ (2 Timoteo 2:2 PV)

Paolo stava dicendo a Timoteo: “ora che sai come fare, non rimanere nel lago, ma passa quello che hai ad altri, scorri lungo il fiume della tua vita, e vai a bagnare altre spiagge, altri moli, altre rive...”

La nostra chiesa non è, non vuole, e non sarà mai la meta per la propria vita,  ma piuttosto l'approdo per un periodo di essa. Molti di noi presto andranno altrove... Penso ai nostri figli, agli amici migranti,  ad altri che la vita porterà lontano.

Vi ho fatto vedere solo due delle diapositive  che illustrano la storia della nostra chiesa erano queste (fai scorrere le due prime diapositive)

Avete idea di quante persone sono “passate” durante questi dodici anni nella nostra chiesa? Ve lo faccio vedere...

Più di cento persone sono passate, hanno ascoltato, hanno creduto, sono cresciute, hanno ricevuto, e
quindi hanno proseguito  lungo il fiume della loro vita.

Paolo aveva piantato in molte parti, e aveva lasciato coloro che, come Timoteo, avrebbero piantato in altri... e quelli in altri... e gli altri in altri.

Dio ha mandato Amy a piantare a Montefiascone, e il successo del suo lavoro è anche il motivo delle nostre lacrime di gioia oggi .

Dio chiama Amy altrove, perché ha già in mente cosa e come lo dovrà servire.

Chi crede deve essere pronto a dire addio a chi ama perché il fiume della vita deve scorrere, perché la vita è movimento.

Sei pronto, sei pronta a raccogliere l'eredità che Amy ti lascia? Ad onorate i suoi dodici anni spesi lontano da casa, dagli affetti, rinunciando ad una vita “normale”... lavoro, marito, figli... per renderti capace di FARE per il Signore?

Non credere che, se sei ospite,  il messaggio non riguardi anche te. Il messaggio riguarda SOPRATTUTTO te!

Come è la tua vita? Stai godendo le acque calme del lago, il “non cambiamo niente perché così va bene”? Sappi che la vita è movimento, che, prima o poi, l'acqua si muove. Con che armi affronti il cambiamento? Gesù è venuto per affrontare quel cambiamento assieme a te.

O forse la tua vita non è un lago, ma un torrente in piena, e tu stai in mezzo alle rapide, e non sai cosa fare. Sappi che Gesù ha affrontato le tue stesse rapide, le tue stesse onde,
e le ha vinte... E sa come vincere anche le tue.

“Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera.   Qualunque cosa accada, ringraziate sempre il [Signore], perché è questo quello che Dio vuole da voi in Cristo Gesù.” (1 Tessalonicesi 5:16-17)

Preghiamo.
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24 settembre 2017

La Legge e l'Amore

Anche se non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia, spesso tendiamo a voler stabilire ancora regole e modi che ci sembra ci avvicinino di più a Dio.  Ma Gesù è venuto per trasformare quella Legge a noi ostile in un dono d'Amore.

Jean Baptiste Lampasona, attraverso Galati 4, ci illustra come Gesù sia venuto per liberarci dalle nostre regole, che spesso ci portano lontano da dove il Padre vorrebbe noi fossimo, per trasportarci nella sua dimensione di Amore.


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"1 Io dico: finché l’erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto; 2 ma è sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. 3 Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo; 4 ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, 5 per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione. 6 E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre»." (Galati 4:1-6)
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